Aoshima (Ehime) l’isola dei gatti🐱

Aoshima (Ehime) l’isola dei gatti🐱

Marzo 30, 2019 Off Di Cristina Muggetti

L’isola di Aoshima, è un’isola molto piccola della prefettura di Ehime che si trova nella regione dello Shikoku, nella parte sud del Giappone. E’ collocata nel braccio di mare che si chiama Mare interno di Seto.

 

Aoshima è conosciuta come l’isola dei gatti…ma perchè?

aoshima gattiL’isola è lunga circa 1 miglio ed in essa sussistono di più i nostri amici felini piuttosto che noi umani. Infatti la proporzione felini umani è di 6 a 1.
Questo fenomeno è dovuto alla storia dell’isola e della sua popolazione. In passato quest’isola, durante la seconda guerra mondiale, è stata utilizzata come rifugio per circa 900 persone con i loro amici pelosi.

L’introduzione dei gatti era dovuta all’allarme dei topi nei pescherecci. I topi venivano trasportati sull’isola dalle navi che vi attraccavano, siccome la sussistenza della popolazione era basata sulla pesca,  non rendevano di certo la vita facile. Fino all’arrivo dei nostri super mici.

L’isola oggi ospita una ventina di persone e 120 felini!
I pochi umani rimasti sono tutti pensionati e ex pescatori. Ci sono gli amanti dei gatti i quali se ne occupano a tempo pieno e chi li scaccia. In ogni caso i gatti riescono a sopravvivere sull’isola grazie al cibo che viene loro dato dagli abitanti e dai turisti. Quando uno degli abitanti porta loro del cibo, i gatti dell’isola giapponese di Aoshima si accalcano per strappare qualcosa da mangiare.

La popolazione felina era in continuo aumento. Tanto da essere troppo popolosa per la piccola isola di Aoshima in cui si trovano. Così nel 2018 è stato deciso di sterilizzare alcuni gatti, in modo da diminuire le nascite diventate troppo frequenti.

 

 

Tashirojima

Aoshima gatti e il mareAoshima non è l’unica isola con queste caratteristiche: nel Giappone orientale c’è anche Tashirojima, nel distretto di Miyagi. Qui i gatti furono introdotti per salvaguardare la produzione di bachi da seta, minacciata dalla presenza di topi.

Qui questi bellissimi micioni sono riusciti, infatti, a stringere amicizia con i pescatori già dal 1800, i primi per un po’ di cibo e i secondi per un po’ di compagnia. Successivamente il legame si è trasformato in vera e propria passione.

I pescatori sono convinti, infatti, che nutrire i gatti porti loro fortuna e salute, una credenza che continua ancora oggi. Secondo la tradizione locale, un giorno un pescatore stava raccogliendo delle pietre da utilizzare per le sue reti, quando un masso è rotolato accidentalmente e ha ucciso uno dei gatti.

Il profondo rispetto che il pescatore nutriva per questi animali lo ha portato a seppellire quel corpicino esanime e a creare un santuario in ricordo dello sfortunato felino e per proteggere gli altri.

Oggi nell’isola si contano almeno 10 santuari simili, oltre a 51 statue raffiguranti mici e molti edifici a forma di gatto, con tanto di “orecchie”. I felini, dal canto loro, sono talmente abituati al contatto con gli uomini, che seguono sempre i turisti, accompagnandoli mentre visitano l’isola.

I gatti in entrambe le isole sono protetti perché in Giappone sono considerati portafortuna. Basti pensare ad Hello Kitty, Doraemon ed al famoso Maneki Neko porta fortuna.

Puoi trovare il Maneki neko QUI.

 

 

Il turismo

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, vi fu un’ondata di migranti in cerca di lavoro nelle città sulla terraferma.

Aoshima case e gattiL’unico segno di attività umana oggi è la barca di turisti che ogni giorno giunge ad Aoshima per visitare quella che è conosciuta localmente come “neko shima”, “Isola dei Gatti”.

I gatti di Aoshima non sono troppo esigenti, sopravvivono con onigiri (polpette di riso), barrette energetiche o patate che portano i turisti.
In assenza di predatori naturali, si aggirano sull’isola come veri dominatori.

Il Giappone non è mai stato immune al fascino felino.
Basti pensare che il Sol Levante è patria del noto personaggio Hello Kitty, e che il gatto è simbolo di fortuna (Maneki Neko).

I gatti sono,quindi, l’attrazione principale di Aoshima. Essi attirano tutti i turisti che li amano tuttavia gli abitanti non sembrano così felici. Preferirebbero di gran lunga essere lasciati in pace come accadeva molti anni fa, quando erano abituati a vivere tranquilli sulla loro amata isoletta.

Recentemente i gatti della piccola Aoshima sono diventati molto popolari sul web, e grazie a questo l’isola ha visto un forte aumento di visite turistiche, forse non troppo gradite alla manciata di residenti, che preferiscono il loro tranquillo isolamento.

In ogni caso non è proibito ai turisti far visita ai loro amati amici felini ma ci sono alcune accortezze e regole comportamentali che andrebbero seguite.

  1. Essere più educati possibile;
  2. cercare di non disturbare;
  3. salutare discretamente;
  4. chinarsi gentilmente;
  5. non invadere la privacy degli abitanti.

Ovunque si vada si è ospiti a casa d’altri, e in piccoli angoli di mondo come questi ancora di più ci si deve sforzare di non imporre la propria presenza ma ringraziare per l’accoglienza, cercando di lasciare una buona impressione. In quest’isola prevale un’aria di libertà dominata dalla tranquillità, tranne per qualche litigata ogni tanto per via del cibo che i turisti donano.

Se andate ad Aoshima portatevi QUESTO con voi, i gatti ne saranno felicissimi.

 

 

Come arrivare

gatti che mangianoAoshima non è sicuramente una meta dedicata al turista medio. Spesso si ha poco tempo per gli spostamenti e se lo Shikoku non è tra le mete più ambite non è il luogo adatto. E’ comunque una destinazione consigliata ed interessante destinata a chi vuole allontanarsi dai percorsi turistici comuni e andare alla scoperta di una regione giapponese meno visitata dai turisti e quindi più autentica.

Per raggiungere Aoshima bisogna far tappa obbligatoriamente nella città di Matsuyama. Questa città offre due punti di interesse da visitare: le Dogo Onsen e il castello Matsuyama-jo.

Per raggiungerla si può utilizzare sia il treno che l’aereo, vediamo come:

  • In aereo da Tokyo. È il mezzo preferibile considerata la lontananza. Un voloa/r da Tokyo Haneda a Matsuyama dura circa 1 ora e 30 e il prezzo va dai € 155.Dall’aeroporto, poi si prende il bus per la stazione di Matsuyama e da qui la JR Yosan Line che in 60 – 75 minuti ti porta a Iyo-Nagahama, a due passi dal porto per prendere il battello.
  • In treno da Kyoto. Il tempo di percorrenza è di circa 5 ore e mezza e le tratte sono incluse nel Japan Rail Pass:
    – Kyoto Station – Okayama (Shinkansen Hikari, 64 minuti circa)
    – Okayama – Matsuyama (Ltd Express Shiokaze, circa 2 ore e 40 min)
    – Matsuyama – Iyo-Nagahama (JR Yosan Line, 60 – 75 minuti). Il porto Nagahamako è a 2 minuti a piedi.
  • In treno da Tokyo. Anche se le tratte sono gratis con il Jrpass, il tempo di percorrenza è di circa 9 ore e 2 cambi:
    – Tokyo Station – Okayama (Shinkansen Hikari, circa 4 ore)
    – Okayama – Matsuyama (Ltd Express Shiokaze, circa 2 ore e 40 min)
    – Matsuyama – Iyo-Nagahama (JR Yosan Line, 60 – 75 minuti). Il porto Nagahamako è a 2 minuti a piedi.

L’isola di Aoshima si trova a 35 minuti di viaggio in battello dal porto di Nagahamako (長浜港). I battelli partono ogni giorno da Nagahamako alle 8:00 e alle 14:30, mentre da Aoshima alle 8:45 e alle 16:15.

Il biglietto di sola andata tra i due porti costa ¥680 e non è coperto da Japan Rail Pass (la compagnia di trasporto è Aoshima Kaiun Co., non JR).

 

 

 

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