Bagni giapponesi. Toilette ed Onsen

Bagni giapponesi. Toilette ed Onsen

4 Febbraio, 2019 Off Di Cristina Muggetti
I bagni giapponesi ricoprono un ruolo molto importante della cultura del Giappone. In un paese in cui l’igiene e la pulizia sono paragonate a ordine e bellezza la sala da bagno è l’unico ambiente della casa in cui è concessa un po’ di intimità. Nella maggior parte dei casi le abitazioni giapponesi sono piuttosto modeste, per questo motivo le varie generazioni di una famiglia vivono a stretto contatto. Infatti i giapponesi sono disposti a spendere cifre ingenti per migliorare la propria stanza della toilette.
Nella maggior parte delle case giapponesi la sala in cui ci si lava è separata dalla toilette perchè è di abitudine giapponese dividere le aree considerate pulite da quelle non pulite. In questo modo si cerca di fare in modo che le due aree non entrino in contatto tra loro. Questa pratica risale al periodo Edo quando le toilette erano delle piccole cabine in legno poste fuori dalle abitazioni. Ancora oggi si usa indossare delle ciabatte per andare alla toilette perchè il pavimento è considerato non pulito. Questo è solo uno degli aspetti della cultura legata ai bagni giapponesi che potrebbero lasciare noi stranieri disorientati.

Il washlet

Bagni giapponesi washletFino al termine della seconda guerra mondiale i sanitari che venivano utilizzati erano la turca e gli orinatoi che si possono ancora trovare negli edifici tradizionali e nelle toilette pubbliche. Successivamente si diffusero i gabinetti occidentali  dotati di sciacquone mentre negli anni 80 vennero introdotte le toilette con funzione di bidet. Nel 2014 ben il 74% delle abitazioni possedeva bagni giapponesi dotati di washlet

L’aspetto di questo WC tecnologico è molto simile ad un normale sanitario occidentale ma dispone di numerosi optional. L’accesso a questi optional avviene attraverso un pannello di controllo installato a fianco del sanitario o sulla parete vicina, in questo modo si possono trasmettere i comandi al sedile.

Il bidet integrato

Bagni giapponesi ugelloLa comodità più diffusa ed utilizzata nelle toilette dei bagni giapponesi è il bidet integrato. Questa consiste in un ugello grande quanto una matita che fuoriesce da sotto all’asse rilasciando un getto di acqua calda per l’igiene intima. Solitamente dispone di due modalità: una è specifica per la pulizia dell’ano (tasto con il disegno delle natiche)  mentre l’altra per l’igiene delle parti intime femminili (tasto con figura femminile di colore rosa).

Di solito lo stesso ugello viene utilizzato per entrambe le modalità, modificando solo l’angolatura del getto, ma se ne possono trovare anche con due. L’ugello non tocca mai il corpo e dopo e prima dell’utilizzo si autopulisce. Bagni giapponesi washletIl pannello posto di fianco al sedile da la possibilità di scegliere quale modalità attivare e dispone di un sistema di rilevamento della pressione sul sedile stesso. Questo sistema è stato integrato per rimediare alle problematiche riscontrate coi primi modelli. Infatti sono molte le persone che premendo i tasti per provarne il funzionamento (ma senza sedersi) ricevevano uno spruzzo d’acqua sulla faccia.

Nella maggior parte dei washlet è possibile selezionare la direzione del getto e la pressione dell’acqua, in alcuni casi i getti possono essere anche vibranti o pulsanti. Secondo uno studio la temperatura preferita dai giapponesi è di 38°, leggermente superiore a quella del corpo umano.

E poi, come ci si asciuga?

Non c’è problema i bagni giapponesi fanno questo ed altro per la nostra comodità. Il washlet è studiato per eliminare l’utilizzo della carta, infatti, dispone di una funzione di asciugatura ad aria. Possiamo scegliere una temperatura tra i 40 e i 60° C.

Altre funzionalità

Alcuni modelli dispongono di braccioli pensati per aiutare gli anziani a tornare in posizione eretta. Altri dispongono di una funzione rallentante del coperchio della tazza per evitare rumori sgradevoli e in alcuni si chiude automaticamente dopo un certo lasso di tempo. Un’altra funzione permette di eliminare rapidamente gli odori rilasciando un deodorante all’ozono mentre un meccanismo autopulente permette di mantenere il sanitario pulito.  Il sedile riscaldato è presente anche nei bagni giapponesi che non sono dotati di bidet e spesso diventa una funzione indispensabile nelle case che non dispongono del riscaldamento centralizzato.

Una modalità di risparmio energetico permette al washlet di accendersi solo in orari specifici grazie alla memorizzazione dei momenti in cui viene solitamente utilizzato. Alcuni modelli si illuminano al buio, sono dotati di aria condizionata o di dispositivi che emettono effetti sonori e musica di sottofondo e si utilizzano per coprire i rumori causati dalle funzioni corporali.

I modelli più moderni ed avanzati danno la possibilità di azionare e controllare il washlet tramite un applicazione smartphone collegata con bluetooth. E’ anche presente un sensore di movimento che rileva se la persona è di fronte o di spalle per decidere se alzare il coperchio soltanto o anche l’asse. E’ già disponibile all’acquisto un washlet portatile che si deve caricare con acqua calda prima dell’uso mentre è ancora in fase di sviluppo un prodotto che si possa guidare con comandi vocali.

Innovazione medica

Fin dall’inizio degli anni duemila hanno aggiunto ai sanitari presenti nei bagni giapponesi anche dei sensori medici. Questi danno la possibilità di misurare il livello di glucosio nelle urine, le pulsazioni cardiache, la pressione sanguigna e la percentuale di grasso corporeo dell’utente. Gli studiosi puntano, inoltre, a non interferire con la vita quotidiana dell’esaminando, inviando i dati direttamente ad un computer di uno studio medico tramite uno smartphone con collegamento ad internet. In questo modo il paziente potrà ricevere automaticamente le cure più adatte senza la necessità di un contatto diretto col medico.

TOTO

Il washlet è un prodotto fabbricato anche da altre aziende giapponesi con caratteristiche e funzioni diverse come Sanyo, Panasonic, Toshiba e Hitachi. In Giappone però è la TOTO ad avere il monopolio sui sanitari presenti nei bagni giapponesi seguita dalla INAX. Secondo una stima, al 2014 il 74% delle famiglie giapponesi possiede un washlet mentre sono ancora poco diffusi al di fuori del Giappone.

Gli Onsen

Con bagni giapponesi non si intendono solo le toilette, come abbiamo visto all’inizio, possiamo anche parlare di onsen. Onsen è il nome giapponese con cui si indicano le terme, che possono essere all’aperto (rotenburo) o al coperto. Ci sono bagni pubblici o privati tipicamente gestiti da un albergo locale (ryokan) o da un bed and breakfast (minshuku).

Bagni giapponesi onsen all'apertoSolitamente sono ubicati in campagna e rappresentano un’attrazione turistica per coppie, famiglie, gruppi di amici o per chiunque cerchi una fuga dalla vita caotica della città. I giapponesi ritengono molto importante la hadaka no tsukiai (comunione in nudità) perchè ha la capacità di abbattere le barriere dando la possibilità di conoscere nuove persone nell’atmosfera rilassante dell’onsen. Secondo una stima effettuata nel 2003 è stata riportata la presenza di 3102 centri termali nei 2292 munici giapponesi. L’afflusso medio era di 130 milioni di persone ogni anno. Le indicazioni per l’onsen sono indicate dal kanji  yu (acqua calda), dal simbolo ♨, o dall’hiragana ゆ yu perchè comprensibile anche ai bambini.

 

Le caratteristiche

Gli onsen sono bagni giapponesi tradizionalmente posti all’aperto, ma di recente molti alberghi hanno costruito anche sale da bagno interne. Si differenziano dai bagni pubblici presenti nelle città perchè utilizzano l’acqua prelevata da sorgenti riscaldate geotermicamente (per fenomeni di natura vulcanica) mentre i sento (bagni giapponesi delle città). All’acqua termale degli onsen vengono conferite proprietà curative grazie al contenuto minerale. Ogni onsen può produrre diverse diversi getti d’acqua ciascuna con le sue precise proprietà minerali.

Bagni giapponesi onsen al copertoI ryokan più rinomati forniscono alle varie vasche ambientazioni diverse, qualche volta a tema e spesso con la presenza di utaseyu (cascate artificiali). Le vasche artificiali sono spesso costruite in cipresso giapponese, marmo o granito mentre quelle interne utilizzano materiali più moderni come acciaio, piastrelle e acrilico.

Fino al periodo Meji uomini e donne facevano il bagno insieme sia nei sento che negli onsen. Al giorno d’oggi sono pochi i bagni misti giapponesi, si possono trovare solitamente nelle zone rurali. Bagni giapponesi cena kaisekiQualche volta però hanno vasche o periodi del giorno riservati alle donne. I bambini di ambo i sessi sono ammessi in tutte e due le vasche.

Le acque termali e il cibo sono le principali attrazioni degli onsen, infatti spesso gli alberghi offrono la cena e il pranzo tradizionali fatti in casa composti da prodotti tipici della zona. Occasionalmente vengono offerti altri servizi come i massaggi. L’ora in cui si serve la cena è alle 18, in quel momento i bagni sono solitamente deserti.

 

Buona educazione negli onsen

Lavarsi con cura

E’ buona educazione lavarsi per bene e risciacquarsi accuratamente prima di entrare nella vasca di acqua calda. I bagni interni dispongono sempre di rubinetti con terminatore da doccia rimovibile e degli sgabelli su cui sedersi per potersi lavare con cura. Fare l’ingresso in vasca sporchi o ricoperti di sapone è segno di grande maleducazione ed è causa di reazioni indignate da parte degli altri bagnanti.

Costumi da bagno

Molti onsen non permettono l’utilizzo di costumi da bagno poichè c’è la convinzione radicata che tutto ciò che non è il corpo umano nudo sporchi l’acqua. In alcuni bagni giapponesi più moderni e soprattutto nei bagni misti, i clienti vengono incoraggiati all’uso dei costumi.

Asciugamani

Generalmente i clienti portano con loro un piccolo asciugamano per coprirsi nel tragitto che vai dai lavatoi dei bagni fino alla vasca. Neanche l’asciugamano può essere immerso in acqua, molti lo avvolgono in testa, altri lo lasciano al bordo della vasca. L’importante è non sporcare l’acqua della vasca bagnandovi l’asciugamano.

Rumori

Gli onsen sono considerati un luogo dove fuggire dal caos della vita in città quindi non è raro trovare divieti e raccomandazioni sul chiasso in alcune aree dei bagni giapponesi. Le conversazioni tra i clienti sono incoraggiate purché non infastidiscano i clienti che vogliono rilassarsi. L’irrequietezza dei bambini è invece tollerata.

Tatuaggi

Alcuni bagni giapponesi vietano l’ingresso alle persone tatuate. In Giappone il tatuaggio è prerogativa degli appartenenti alla Yakuza, la mafia giapponese. Spesso vengono tollerati tatuaggi piccoli o non troppo esposti, nel caso si possegga un tatuaggio è sempre consigliato chiedere se sono ammessi.

Igiene e infezioni

Le terme costituiscono l’habitat ideale per numerosi funghi e batteri. Milioni di giapponesi si immergono nelle acque dei bagni giapponesi senza contrarre infezioni. Ci sono dei casi in cui vengono citati casi di infezioni avvenute in Giappone ma sono da attribuirsi probabilmente alle terme dei paesi con un minor livello di igiene.

Controversia razziale

Di recente alcuni onsen hanno apposto cartelli che vientano l’ingresso agli stranieri. Questo è dovuto ad un fatto verificato sull’isola di Hokkaido. L’onsen era spesso frequentato da pescatori russi che non seguivano le regole comportamentali descritte. Avvenne anche in alcuni sento, in cui i proprietari accusarono alcuni stranieri di ubriacarsi e comportarsi male nei bagni giapponesi. Nonostante questi casi isolati gli onsen non applicano discriminazioni, purché si rispettino le regole di buona educazione previste.

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