Bento, il tipico pranzo al sacco giapponese

Bento, il tipico pranzo al sacco giapponese

Dicembre 21, 2018 Off Di Cristina Muggetti

bento TotoroIl bento è una scatola contenitore che racchiude un pasto completo. Si prepara in casa, solitamente dalle donne giapponesi che si alzano molto presto alla mattina per preparare il pranzo per tutta la famiglia. In questo caso assume un valore sentimentale, può capitare che anche le giovani fidanzate ne preparino uno per il proprio ragazzo in segno di amore. Oppure può essere acquistato nei supermercati o in alcuni negozi specifici, quest’alternativa è utilizzata dalle persone che solitamente hanno poco tempo per cucinare. Si trovano nelle stazioni dei treni a lunga percorrenza e i viaggiatori li acquistano da consumare come pranzo al sacco durante in viaggio.

Si potrebbe pensare che i bento acquistati contengano alimenti di scarsa qualità, invece, sono tutti prodotti freschi in quanto i pasti si preparano il giorno stesso. La scatola contenitore è corredata di separatori interni che servono per fare in modo che i cibi non si mescolino tra loro, avvolta in carta e stoffa o in appositi contenitori. Vengono, infine, aggiunte le bacchette anch’esse racchiuse in un porta bacchette personale. Il bento viene confezionato in modo da essere piacevolmente attraente agli occhi di chi lo potrebbe acquistare studiando la combinazione dei colori e la disposizione.

 

Modelli

Le scatole del bento possono essere di forme, dimensioni e materiali diversi. Solitamente quelli acquistati sono fatti di materiali usa e getta: potrebbero essere di plastica ma anche di legno molto sottile. Le scatole che vengono utilizzate dalle casalinghe, invece, sono studiate per durare più a lungo e sono costruite con materiali più resistenti. Ne esistono anche alcuni che somigliano a vere e proprie opere d’arte in legni pregiati, laccate e dipinte a mano. Puoi acquistare qui il tuo bento super resistente. Mentre puoi acquistare qui le tue bacchette provviste di contenitore.

Il pranzo al sacco giapponese contiene il riso e l’okazu cioè tutti i cibi che accompagnano il riso. L’okazu può essere costituito da pesce, verdure, carne, onigiri, tempura, tofu, tonkatsu e altri cibi a seconda della stagione. I bento possono essere personalizzati in modo artistico secondo vari stili:

  • Kyaraben, in cui i dispone il cibo in modo da formare il ritratto di personaggi di anime e manga popolari.
  • Oekakiben, in cui il cibo assomiglia a persone, animali, edifici, monumenti, paesaggi, fiori o piante.

La personalizzazione può arrivare a livelli talmente elevati e vari da istituire addirittura delle gare per decidere quale sia il bento più bello. L’estetica è considerata molto importante anche nella vita quotidiana: deve essere adatta ad un bambino delle elementari come ad un adulto. Le caratteristiche essenziali che deve possedere un buon bento sono che deve essere comodo da trasportare, bello da vedere e pratico da consumare.

La storia del bento

Le origini risalgono al periodo Kamakura (1185-1333), quando fu inventato il riso hoshi-ii, un tipo di riso che può essere consumato così com’è oppure bollito in acqua. Nel periodo che va dal 1568 al 1600 si iniziarono a creare le prime scatole di legno dove veniva preparato il bento, che veniva consumato durante l’hanami o con il tè. Nel periodo Edo (1603-1867) questa cultura si diffuse in tutto il Giappone.  Molti rivendicano di essere stati i primi venditori ma secondo fonti attendibili il primo ekiben è stato venduto il 16 giugno 1885 alla stazione di Utsunomiya e conteneva due onigiri ed un piatto di yakuan avvolto in foglie di bambù.

Siccome le scuole giapponesi non potevano provvedere al pranzo, gli studenti e gli insegnanti usavano portarsi il pranzo da casa, come i lavoratori. Nacquero anche i bento in stile europeo che contenevano dei panini.
Nel periodo Taishō (1912-1926), in cui le differenze sociali dovute alla guerra erano molto diffuse, diventò popolare per i benestanti l’utilizzo di lussuose scatole in alluminio che contenevano cibi pregiati e preparati con cura.
Dopo questi avvenimenti, le scuole decisero di fornire direttamente il pranzo a studenti ed insegnanti per combattere le differenze sociali.

Negli anni 80 il bento tornò popolare con la diffusione di scatole in plastica a basso costo e l’avvento dei convenience store (konbini, supermercati aperti 24/7).  Questo viene quasi sempre avvolto in stoffa furoshiki che ha la funzione di fare sia da borsa che da tovaglietta sottopiatto. Puoi acquistare qui una carinissima tovaglietta per il tuo bento.
Anche negli aeroporti è ormai possibile mangiare un pranzo simile all’ekiben delle stazioni dei treni.

 

Tipi di bento

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  • Makunōchi bentō, stile classico con riso, umeboshi, una fetta di salmone alla griglia, un uovo in camicia.
  • Noriben, il più semplice, con riso bollito avvolto in alghe nori, imbevute nella salsa di soia.
  • Sake bentō, un semplice bentō con salmone alla griglia come piatto base.
  • Shidashi bentō, preparato nei ristoranti e servito durante il pranzo, viene mangiato in occasioni speciali. Solitamente contiene tempura, riso e verdure a fettine.
  • Sushizume, un bentō pieno di sushi.
  • Tori bentō, consiste in pezzi di pollo cotto in una salsa teriyaki servita sopra al riso.
  • Hinomaru bentō, formato da riso bianco con al centro un umeboshi. Il nome deriva da Hinomaru, la bandiera giapponese, che ha lo sfondo bianco con un cerchio rosso al centro.
  • Kamameshi bentō, sono venduti alla stazione ferroviaria della prefettura di Nagano. Si cucina e serve in pentolini di metallo, che si possono tenere ed utilizzare anche come souvenir.
  • Hokaben, tutti i tipi di bento compranti nei negozi.
  • Hayaben, si consuma prima del pranzo, quindi risulta essere più leggero.
  • Chūka bentō, contiene cibo cinese.