Diario di viaggio – Day 11 – Hiroshima e Miyajima

Diario di viaggio – Day 11 – Hiroshima e Miyajima

Dicembre 2, 2019 Off Di Cristina Muggetti

Durante l’undicesimo giorno del nostro viaggio in Giappone ci alziamo presto per prendere lo Shinkansen che da Shin-Osaka ci porterà ad Hiroshima e Miyajima.

 

A proposito di “viaggio in Giappone” si trova ormai di tutto sul web. Come organizzare il proprio viaggio personalizzato, le mete più importanti da visitare, cosa e dove mangiare ecc ecc.

L’unica cosa che solo io o tu che stai leggendo o qualunque persona può dare al mondo dell’internet a riguardo è proprio l’esperienza personale. Nessuno può aver vissuto il Giappone come Cristina Muggetti, nessuno può averlo vissuto o lo vivrà esattamente come te che stai leggendo.

Ho pensato che sarebbe stato carino e interessante condividere con te quella che è stata la mia ultima esperienza  di viaggio in Giappone, includerò anche qualche consiglio in base alle mie esperienze personali, partendo dal giorno uno, anzi, partiamo da qualche giorno prima….

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Onigiri del conbini Miyajima

Quella mattina sveglia piuttosto presto. La giornata prevede l’escursione a Hiroshima e Miyajima. Il viaggio da Shin Osaka ad Hiroshima dura circa un’ora e mezza e su un treno così silenzioso il tempo passa veloce. Facciamo colazione a bordo con gli onigiri. Per chi seguiva le mie storie sa che ho fatto vedere proprio in questo tragitto come spacchettare l’onigiri del combini senza romperlo.

 

Prima tappa: Miyajima

Miyajima

Seguendo il consiglio di Marco Togni decidiamo di iniziare la nostra giornata a Miyajima. Arrivati alla stazione dei treni di Hiroshima prendiamo quindi la JR Sanyo Line che in mezz’ora ci porta alla stazione di Miyajimaguchi. Da qui dopo 5 minuti a piedi si arriva al molo per prendere il traghetto che conduce sull’isola di Miyajima. Questo traghetto fa parte della JR Line quindi se hai il JR Pass è compreso nel prezzo.

 

Un’isola di pace

In riva al mare Miyajima  Cervo Miyajima

Arriviamo sull’isola insieme a non moltissimi altri turisti. Siamo stati abbastanza fortunati a non trovare troppe persone in questo modo abbiamo potuto goderci il silenzio e la pace di Miyajima.

Scesi dal traghetto iniziamo una breve passeggiata lungo la riva del mare. Ad accoglierci sono arrivati altri cervi giapponesi come quelli di Nara, questa volta meno irruenti della precedente. E da lontano si riuscivano, piano piano sempre di più, a vedere i torii rossi sull’acqua del santuario di Itsukushima.

 

Itsukushima

Itsukushima Miyajima

Il santuario di Itsukushima è dedicato a tre divinità e i suoi torii rossi che sembrano galleggiare sull’acqua nel periodo di alta marea rappresentano l’accesso. Anche il santuario sembra galleggiare sull’acqua, proprio per questo siamo stati fortunati a poterlo vedere nel momento di alta marea.

L’isola di Miyajima era considerata sacra e proprio per questo si decise di non costruire il santuario di Itsukushima sulla terra ferma ma bensì sull’acqua, in un’insenatura dell’isola. In questo modo aiutava anche i pellegrini ad arrivare al santuario.

Itsukushima è considerato così puro e sacro che dal 1878 sono persino vietate le nascite e le morti nei pressi del santuario.

Visitare il santuario è veramente bellissimo, il luogo ha un’atmosfera magica e con la sua struttura rossa è veramente suggestivo.

porta di Itsukushima Miyajima scale Miyajima Itsukushima Miyajima Itsukushima Miyajima Itsukushima Miyajima Itsukushima Miyajima Itsukushima Miyajima Miyajima Itsukushimadolce Miyajima Miyajima

 

Le ostriche di Miyajima

ostriche fritte Miyajima ostriche grigliate Miyajima Miyajima pranzo

Dai diciamocelo, in realtà siamo andati a Miyajima per mangiare le ostriche. Ovviamente  no, cioè, anche per mangiare le ostriche ma non solo per loro.

Le ostriche di Miyajima sono qualcosa di superbo. Le preparano fritte, crude e alla griglia. Tutte e tre le tipologie sono buonissime ma quelle che abbiamo preferito sono le ostriche grigliate.

I prezzi non sono neanche alti quanto si potrebbe pensare e le ostriche sono enormi oltre che deliziose.

Dopo pranzo percorriamo le vie del centro dell’isola e vediamo un gruppo di bambini in divisa scolastica che mangiano una specie di foglia fritta su un bastoncino. Decidiamo di assaggiarla anche noi.

Era un dolce composto da una pastella con ripieno di crema o anko che veniva fritto e servito su uno spiedino. Anche questo era molto buono e ha costituito il dolce dopo il nostro pranzo a base di ostriche.

 

Torniamo ad Hiroshima

Siamo nel primo pomeriggio e decidiamo di riprendere il traghetto da Miyajima per tornare a Miyajimaguchi e poi ad Hiroshima. Andremo in visita al memoriale della pace. Per arrivarci prendiamo il tram e in 50 minuti scendiamo alla fermata Genbaku Dome-mae proprio vicino al museo.

 

Il memoriale della pace

Memoriale pace Hiroshima

Quando ci siamo stati noi metà del museo era chiuso per restauri però c’era comunque una parte accessibile ed il parco annesso.

All’ingresso del museo si poteva assistere ad un video che mostrava Hiroshima prima e dopo la caduta della bomba atomica. Sono rimasta senza parole ed il cuore mi è salito in gola. Com’è possibile che l’essere umano possa fare una cosa così terribile ad altri esseri umani come lui.

Le emozioni che ho provato e l’incredibile rispetto che ho sentito all’interno di questo museo non mi hanno permesso di fare foto. Non me la sentivo proprio.

Nelle prime sale c’erano un sacco di spiegazioni scritte anche di come è fatta la bomba atomica e della sua potenza distruttiva.

La seconda parte era quella più suggestiva e comprendeva i ritrovamenti dopo lo scoppio della bomba. Ad esempio un triciclo da bambino e dei vestiti mezzi bruciati che fanno pensare che anche chi li indossava non sarebbe potuto essere in buone condizioni.

Questo posto fa veramente accapponare la pelle. Veramente commovente però sono felice di esserci stata per ricordare le vittime di quello che è stato un vero e proprio olocausto.

 

Torniamo ad Osaka

Finito la nostra visita al museo decidiamo di ritornare alla stazione per prendere lo shinkansen che ci ricondurrà ad Osaka. Con nostra sorpresa i posti con prenotazione sono tutti occupati, ma con un po’ di fortuna riusciamo a trovarne due vicini nelle carrozze senza prenotazione.

 

Si cena con Yakiniku

Yakiniku Dotonbori Yakiniku Dotonbori

Arrivati a Dotonbori decidiamo di cenare in un ristorante specializzato in yakiniku, carne alla griglia, in cui ero già stata durante il mio primo viaggio in Giappone. In questo ristorante ogni tavolo ha la sua griglia posta al centro ed ogni cliente può cuocere la sua carne da solo su questa griglia.

Sul menù sono presenti vari tagli di carne e ti vengono serviti al tavolo già tagliati in fettine pronte da cuocere. Oltre alla carne è possibile ordinare anche del riso e della verdura, anch’essa da cuocere sulla griglia e anche birre da un litro l’una.

La differenza tra questo ristorante e Han no Daidokoro a Shibuya era principalmente la griglia. In questo caso c’era una brace mentre a Shibuya c’era la griglia elettrica.

In questo ristorante siamo stati molto bene e abbiamo speso sui 5000 yen in due per la cena, circa 40€. Se lo vuoi provare lo puoi trovare facilmente a Dotonbori road. E’ il locale che fuori ha un cartonato per fare la foto con la propria faccia che rappresenta una famiglia a tavola.

 

 

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