Divertimento in Giappone: videogames e cosplay

Divertimento in Giappone: videogames e cosplay

22 Marzo, 2019 Off Di Cristina Muggetti

Se si seguono i luoghi comuni riguardante la serietà e la compostezza si potrebbe pensare che il divertimento in Giappone non esista. Invece non è così. Nonostante la montagna di impegni che ogni giapponese ha ogni giorno riescono comunque a trovare il modo e il tempo di divertirsi.

Alcuni svaghi sono simili a quelli occidentali, mentre altri sono proprio stati inventati dai giapponesi che ne hanno massimizzato la popolarità, e poi esportati nel resto del mondo.

Sale giochi

Uno dei divertimenti preferiti dai ragazzi giapponesi, come di quelli italiani, è giocare ai videogames.
Viene però praticato con modalità diverse: se in entrambi i paesi si gioca ai videogiochi stando seduti in casa davanti alla TV, quasi esclusivamente in Giappone esiste l’usanza di uscire ed andare nelle sale giochi.

divertimento in Giappone sala giochiQuesto potrebbe essere dovuto al fatto che in genere le abitazioni giapponesi sono molto piccole o più probabilmente che in Giappone le sale giochi sono molto grandi, anche di 7 piani.
Le più famose sono la Taito Station e il Sega Club, in cui si può trovare qualsiasi genere di gioco dai più recenti agli arcade, dai giochi di lotta ai giochi di carte collezionabili, dai giochi musicali agli sparatutto.

Generalmente le sale giochi sono divise per categorie di videogiochi, ogni piano costituisce un reparto.
Solitamente al piano terra troveremo gli ufo catcher (quei giochi in cui devi afferrare i premi col braccio metallico), seguiti poi dai medal game (simili al gioco d’azzardo anche se non lo sono in cui cambi i soldi in medal per poter giocare), dai giochi musicali, dalle purikura e dai picchiaduro tradizionali; si possono anche trovare giochi di corsa coi cavalli!

Non è raro trovare coda nelle sale negli orari più affollati, anche qui, i giapponesi si sanno distinguere: giocano un massimo di due partite poi lasciano il posto e si rimettono in coda nel caso vogliano giocare ancora.
E’ possibile anche trovare due cabinati di schiena uno all’altro a cui possono giocare due persone una contro l’altra, solitamente la regola è che chi perde smette di giocare e lascia il posto al giocatore successivo.
Alle volte capita che ci sia un giocatore veramente forte da un lato da solo ed un’enorme fila dall’altro lato che vuole sfidarlo.

Quando sarete in Giappone vi consiglio di fare n giro in una sala giochi almeno una volta, sono piuttosto rumorose ma potreste trovare giochi che non avete mai visto!

Puoi portare un po’ dei vecchi cabinati giapponesi a casa tua. Con i mini cabinati arcade CLICCA QUI

 

Karaoke

Una forma di divertimento molto comune in Giappone è quella del karaoke!
Esistono molti edifici con sale private adibite e oltre a cantare si può anche mangiare e bere tutto rigorosamente in compagnia!
Sembrerebbe solo un hobby per giovani invece non è strano trovare anche impiegati degli uffici e uomini d’affari che scaricano le loro tensioni cantando!
Una catena di karaoke molto famosa è Pasela presente in molti quartieri di Tokyo.

Esistono un sacco di possibilità per fare karaoke a casa propria come ad esempio con un set apposito come quello che trovi QUI.

 

Izakaya

Gli izakaya sono dei locali simili ai nostri pub che di solito hanno appese fuori le classiche lanterne di carta rossa.
Generalmente i giapponesi ci vanno dopo il lavoro per rilassarsi e bere e mangiare qualcosa in compagnia.

IzakayaPotrete trovare alcuni izakaya con tavoli normali, altri con il tatami e i tavolini in stile giapponese, in altri ancora vi siederete ad un tavolo con lo chef in mezzo mentre alcuni hanno salette private.
Le salette sono predisposte sia per grandi compagnie che vogliono divertirsi sia per coppiette che vogliono cenare in intimità. Solitamente si può fumare ma i locali sono provvisti di aspiratori.

Si possono gustare diversi piatti, il più comune sono gli yakitori ma ce ne sono veramente moltissimi.
Solitamente il menù è con immagini quindi non preoccupatevi.
Ogni piatto costa 500-1000 yen e per una cena in izakaya si spendono di solito 2000-4000 yen a persona.
Alcuni offrono anche la formula all you can drink.

 

Cosplay

Il termine Cosplay, nato dall’unione delle parole inglesi “costume” e “play”, significa identificarsi nel proprio personaggio preferito, che sia degli anime, dei manga o dei videogiochi.
I cosplayer si divertono cercando di imitarne gesti e comportamenti, e indossando un costume, normalmente auto-prodotto in casa, identico a quello portato da colui che si vuole impersonare, possibilmente corredato dagli stessi accessori, quali armi, anelli, scettri e così via.

CosplaySi pensa che il rito del cosplay abbia avuto origine in Giappone durante i comiket degli anni 70 quando alcuni ragazzi iniziarono a praticarlo interpretando i personaggi dei loro manga preferiti, prendendo spunto dagli americani che interpretavano dei personaggi di star trek durante delle manifestazioni.

Successivamente con l’avvento di manga come Gundam e Evangelion il cosplay si è sempre più diffuso e i costumi e gli accessori sono stati messi in vendita e a noleggio nei negozi.

Oggi, in Giappone, il cosplay è un fenomeno di grande portata. Molti sono gli eventi e le occasioni in cui è possibile praticarlo, come al comiket che è una mostra mercato del fumetto organizzata più volte l’anno e in varie località, ma anche eventi specificamente dedicati al cosplay, quali il “Cosplay Expo” di Tokyo, il “Tokyo Character Show” della fine di luglio, il “Tokyo Game Show” o il “Chara Fes”.
In alcune manifestazioni, denominate “Cosplay Dance Party”, gruppi di cosplayer si sfidano tra loro danzando al ritmo delle sigle degli anime dei personaggi che stanno impersonando.

Anche in Italia il movimento cosplay si è molto diffuso. Durante le varie fiere del fumetto che avvengono sul nostro territorio non mancano certo i cosplayer e le gare a loro dedicate.

Penso che il cosplay sia un’ottima occasione per divertirsi, incontrare nuovi amici e, perchè no, aiutare le persone un po’ più timide a sbloccarsi mettendosi nei panni del loro personaggio preferito.

 

La Moda Giovanile Giapponese

Noi italiani potremmo definire la moda giapponese piuttosto “Bizzarra”. Una particolarità che distingue i giapponesi da noi occidentali è il fatto che non ci sono pregiudizi legati allo stile che ogni persona vuole seguire: se una ragazza vuole uscire in cosplay in Giappone nessuno la guarderà storto. Pensate invece di uscire vestite da Sailor Moon in Italia quanti sguardi straniti attirereste. Questo è uno dei motivi per cui ha assunto delle caratteristiche un po’ particolari.

moda giapponeseA tal proposito lo stile di abbigliamento che possiamo trovare ad Harajuku è quello che si addice di più a questa descrizione. Harajuku è un quartiere che si trova vicino a Shibuya e, per la sua vivacità, viene definito il quartiere delle mode e tendenze giovanili.
Il motivo del grande afflusso di persone in questo quartiere è dovuto al fatto che vi si trovano due vie commerciali molto famose: Takeshita Dori, dedicata ai giovani con tanti negozietti e curiosità e Omotesando, grande viale in cui possiamo trovare boutique importanti come Prada e Tod’s.

Lo stile di Harajuku arriva dalla strada e consiste nell’unire mode occidentali ed orientali. L’Harajuku style è molto variopinto infatti se avrete la fortuna di poterlo ammirare dal vivo vi assicuro che il vostro pensiero verrà rimandato immancabilmente ai manga giapponesi. Questa moda giapponese nacque quando un gruppo di giovani ragazze provò ad unire vestiti tradizionali (kimono e zoccoli) con capi ed accessori rock, gotico e punk così da creare uno stile tradizionale ed innovativo al tempo stesso.

 

Sumo

sumoIl Sumo, sport nazionale del Giappone, non è solo una lotta, è un ritorno alle tradizioni ed una riscoperta dell’antica essenza dell’impero del “Sol Levante”.
Il regolamento del Sumo mantiene vive alcune tradizioni risalenti ad epoche antiche, ad esempio:

  • l’utilizzo di variopinti mawashi (perizoma ricavato da un lungo nastro e terminante con una cintura);
  • l’acconciatura dei lottatori, ossia l’oicho, un nodo che richiama la forma della foglia di ginco;
  • l’utilizzo del dohyo, un ring costruito in paglia e sollevato da terra;
  • il sistema dei gradi utilizzato per confermare la preparazione dei lottatori.

L’origine di questa forma di lotta è molto antica, solo dall’inizio del 1600 (periodo Edo) è diventato uno sport professionistico.

Regole per il combattimento

  1. In Giappone la pratica del sumo non è consentita alle donne.
  2. Le regole sono molto semplici, la vittoria spetta al lottatore che atterra o riesce a spingere all’esterno del dohyo l’avversario.
  3. Gli incontri possono durare da pochi secondi sino a parecchi minuti.
  4. Esistono una settantina di tecniche da poter utilizzare, alcune riguardano il sollevamento o la spinta fuori dal dohyo, altre varie prese e sgambetti.
  5. Sono permessi schiaffi con la mano aperta ma solo sulla parte superiore del corpo, non si possono dare pugni, calci e tirate di capelli.