Giochi giapponesi tradizionali e dell’antichità

Giochi giapponesi tradizionali e dell’antichità

Aprile 2, 2019 Off Di Cristina Muggetti

I giochi giapponesi tradizionali non sono così diversi dai nostri come si potrebbe pensare, anzi, alcuni sono proprio uguali come ad esempio le trottole. Oltre ai giochi che i bambini di una volta utilizzavano per divertirsi esistono alcuni giochi giapponesi da tavola o di carte che spesso incontriamo in alcuni anime, manga e film giapponesi.

Shogi

3-gatsu no lion ne è un esempio, in questo manga e anime il protagonista è un pro player di un gioco tradizionale giapponese lo shogi.

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shogiLo shōgi in giapponese “gioco dei generali” fa parte della famiglia di giochi strategici da tavolo, a cui appartengono anche scacchi e xiangqi, derivanti dall’antico gioco indiano del chaturanga, del VI secolo.

Il gioco dello shogi è originario del Giappone e viene talvolta definito scacchi giapponesi.

Obiettivo del gioco, come negli scacchi, è lo scaccomatto al re avversario, cioè quando il re è minacciato (scacco) e non può fuggire da esso. In realtà, secondo il regolamento, la vittoria è data dalla resa dell’avversario o dalla cattura del re, perciò la vittoria dovuta allo scacco matto può essere considerata tale solo dopo una resa ufficiale.

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Il GO

giochi giapponesi GOIl Go è uno dei giochi da tavolo giapponesi più antichi di origine cinese, oggi ampiamente diffuso anche in Giappone e Corea.

Si tratta di un gioco strategico per due persone, giocato su una “scacchiera” (detta goban) formata da 19 linee verticali e altrettante orizzontali che formano 361 intersezioni, sulle quali i due giocatori posano alternandosi le  oro pedine (dette pietre, solitamente bianche e nere).

Tali pedine non verranno più spostate, ma a determinate condizioni vengono tolte dal goban. E’ frequente l’uso, per fini principalmente didattici, di goban ridotti con 13×13 o 9×9 intersezioni. Una versione tibetana del gioco prevede regole leggermente diverse e un goban costituito da un reticolo 17×17. Obiettivo del gioco è il controllo del maggior numero di intersezioni libere nel goban.

Un proverbio del Go dice che nessuna partita è mai stata giocata due volte, il che è anche verosimile considerato che ci sono circa 4,63×10170 diverse posizioni possibili su un goban 19×19.

Le regole in breve

Le regole del Go sono semplici ed eleganti. Possono essere riassunte come segue:

– Due giocatori, “Nero” e “Bianco”, giocano su un goban disponendo di un numero illimitato di pietre del proprio colore.

  • Inizialmente tutte le intersezioni sono vuote (o libere) ovvero il “campo di gioco” all’inizio non contiene alcuna pedina.
  • I due giocatori si alternano. Comincia Nero.
  • Ogni giocatore può posare la propria pietra su una intersezione libera.
  • – Le pietre dello stesso colore che si trovano su intersezioni adiacenti (in senso verticale o orizzontale, ma non in diagonale) si dicono collegate.
  • Due o più pietre tra di loro, direttamente o indirettamente, collegate formano un gruppo. Anche una pietra isolata può essere considerata un gruppo (il più piccolo dei gruppi, evidentemente).
  • Ciascun gruppo di pietre ha un certo numero di intersezioni libere attorno a sé, prendendo in considerazione solo quelle collegabili in senso orizzontale o verticale, non in diagonale. Il numero di intersezioni libere sono dette libertà del gruppo.
  • Sul goban non possono esistere gruppi senza libertà. Se l’ultima libertà è stata tolta dall’avversario, allora le pietre di tutto il gruppo vengono allontanate dal goban in quanto il gruppo viene catturato (o ucciso).
  • In seguito alla cattura di pietre o gruppi, non è lecito ricreare sul goban una situazione precedente (regola del  ko).
  • Quando un giocatore passa la mano senza giocare, l’altro può continuare a giocare.
  • Quando entrambi i giocatori passano, la partita si considera conclusa.

 Puoi trovare il gioco da tavolo giapponese QUI

 

 

Mah Jong

mahjongIl Mah Jong, scritto talvolta anche mahjongmájiàngma-chiang e secondo altre trascrizioni simili, è un gioco da tavolo per quattro giocatori, nato in Cina probabilmente nel XIX secolo, e oggi molto diffuso anche nel resto del mondo, soprattutto Stati Uniti e Giappone. In Italia è giocato soprattutto a Ravenna.
Si tratta di un gioco di combinazioni (tris, coppie e scale), che presenta alcune analogie con giochi di carte occidentali, come ramino o scala quaranta. Scopo del gioco è, per ogni giocatore, creare combinazioni con tutte le proprie tessere: il primo che ci riesce vince. Si contano poi i punti (il vincitore ha un punteggio maggiorato) e alla fine vince chi ha fatto più punti (non chi ha vinto più mani). La composizione dell’insieme di tessere utilizzate, e le regole di attribuzione dei punti, variano leggermente a seconda della regione. I concetti fondamentali del gioco rimangono sostanzialmente gli stessi in tutte le varianti; le differenze più notevoli si rilevano tra i Mah Jong asiatici e il cosiddetto Mah Jong americano, generalmente scritto mahjongg.

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Otedama

OtedamaIl gioco consiste in piccoli sacchettini di stoffa con all’interno fagioli azuki, quindi poco costoso e probabilmente questo ha contribuito alla sua diffusione anche in tempi difficili come la fine della Seconda Guerra Mondiale quando gli altri giochi erano introvabili e comunque la vita in Giappone doveva essere molto dura.

I sacchettini di fagioli chiamati “OJAMI” erano spesso formati da pezze di stoffa di vestiti dismessi.

Il gioco era utilizzato in prevalenza da ragazze dai 5 ai 17 anni.

Esistono differenti livelli di gioco dal più semplice nel quale con una mano si lancia un sacchettino e mentre è in aria con l’altra si muove il secondo ojami. Livelli successivi di difficolta si raggiungono aggiungendo 2, 3, o 4 sacchettini da lanciare in aria muovendo ogni ojami nel momento giusto quando gli altri sono in aria. Altre difficoltà si aggiungono tenendo i sacchettini tra le dita o sul dorso della mano.

Direi che si tratta di un gioco per giocolieri ! La difficoltà e il crescente interesse per i video-game sembra che purtroppo abbia diminuito di molto la popolarità di questo gioco.

 

 

Ohajiki

OhajikiLa versione giapponese nel gioco delle biglie, solo molto molto più vecchio (si parla del 710 d.C.); il gioco consisteva nel colpire con una pedina il maggior numero di pedine avversarie, “guadagnandole”.

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Kendama

giochi giapponesi KendamaIl kendama è uno dei giochi giapponesi in legno. Formato da un cono di legno connesso per mezzo di una cordicella ad una sfera di legno. Ha a lungo goduto di popolarità in Giappone, tra bambini e adulti. Anche se può sembrare semplice a prima vista, il kendama è un gioco profondo, con migliaia di diverse tecniche che possono portare a diventare giocatore master. Il gioco si dice essere utile allo sviluppo della concentrazione. Questo giocattolo tradizionale non è più solo un divertimento, ma sta diventando uno sport competitivo, con gare che si svolgono in tutto il Giappone.

La postura ha un ruolo importante nel gioco del Kendama. Il giocatore inesperto deve tenere il tempo contando indicativamente “uno, due, tre!” a ritmo. In un primo momento, le ginocchia devono essere piegate. Poi, mentre il trick viene eseguito, devono essere raddrizzate. E, infine, devono essere piegate nuovamente quando la palla è catturata in una delle tazze. Questo ritmo è la chiave per iniziare a giocare al Kendama. Iniziando ad avere padronanza del gioco questi movimenti vengono spontanei e non bisognerà più contare tenendo il tempo.

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Kamifusen

Giochi giapponesi KamifusenSono giochi giapponesi molto tradizionali costituiti da palle di carta di riso, delicatissima. Il gioco consisteva nel soffiare e toccare con le mani le palle, attenti a non distruggerli. Regalere i kamifusen veniva considerato augurale, tanto che spesso venivano donati ai bambini durante le festività.

E tu? Lo faresti scoppiare o sei abbastanza delicato/a?

 

Koma

trottoleE’ il classico gioco della trottola che giocavamo da bambini o meglio, che i nostri genitori giocavano. Io giocavo con i Beyblade e voi? Ve li ricordate?

Ecco una classica trottola in legno.

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Beyblade è un manga scritto da Takao  Aoki e pubblicato sulla rivista CoroCoro Comic a partire dal settembre 1999 fino a luglio 2004. La storia è incentrata su un gioco in cui vengono utilizzate trottole: due giocatori, detti blader attraverso l’uso di shooter (lanciatori) lanciano i loro beyblade (trottole) all’interno di uno stadio. I due beyblade si scontrano finché uno dei due non si ferma, viene buttato fuori dallo stadio, o finisce nelle buche laterali determinandone la sconfitta.

Giochi giapponesi Beyblade MFDal manga è stata tratta una serie televisiva anime omonima prodotta da Yomiko Advertising e Madhouse e trasmessa su TV Tokyo a partire dall’8 gennaio 2001. In seguito sono stati prodotti due seguiti: Beyblade V-Force 2002 Bakuten Shūto Beiburēdo 2002) e Beyblade G-Revolution  trasmessi nel 2002 e nel 2004, per un totale di 154 episodi.

In Italia Beyblade è stato trasmesso la prima volta il 5 aprile 2003 su Italia 1, riscuotendo molto successo.

Il merchandise Beyblade ha riscosso un successo tale da essere stati ideati tornei nazionali dalle case produttrici Takara e Hasbro in ogni regione e due campionati mondiali. I primi tenutisi durante la prima serie con i beyblade in plastica. I secondi con la serie dei nuovi bey in metallo. Ad oggi è disponibile una nuova gamma di prodotti chiamati Beyblade Burst.

 

 

Taketombo

Giochi giapponesi TaketomboChiamato anche bambù-elicottero, è un pezzo di bambù che si fa ruotare fra le mani, in modo tale da fargli prendere il volo . Costruire un taketonbo che voli lontano non è facile, e buona parte della fortuna di questo gioco consiste anche nella cura applicata nella costruzione del pezzo.

Puoi trovare questo gioco QUI

 

 

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