Leggende Giapponesi che ti faranno rabbrividire

Leggende Giapponesi che ti faranno rabbrividire

Marzo 20, 2019 Off Di Cristina Muggetti

In quanto a leggende i giapponesi sono uno dei popoli più inquietanti soprattutto per quanto riguarda le storie di paura. In questo articolo vi propongo le più spaventose, quelle a cui ripenserete la notte prima di addormentarvi.

Kushisake Onna

Kushisake OnnaPrima tra le leggende giapponesi e forse anche la più famosa quella di Kushisake Onna.

Si narra che se passeggiate da soli per le strade meno trafficate di Tokyo a notte fonda potrebbe avvicinarvisi una donna dai lunghi capelli corvini con indosso una mascherina di quelle che i giapponesi sono soliti usare.
Vi porrà la seguente domanda: “Sono bella?”😧
Se risponderete di si la donna mostrerà la sua vera natura: un volto tagliato da orecchio ad orecchio che mostra denti aguzzi e vi porgerà un’altra domanda:”Mi trovi bella anche adesso?”

Sia che rispondiate si o no la reazione della donna sarà la stessa, vi taglierà il viso con delle grosse forbici.

Alcune varianti dicono che se rispondete in modo vago ad esempio: ” Scusa ho da fare una cosa molto importante devo andare” sarà lei a scusarsi e a lasciarvi in pace perchè in Giappone la cortesia verso il prossimo fa parte della cultura locale.
Il racconto ha origini nel periodo Heian. Un samurai rientrato dopo una battaglia scopre che la moglie l’ha tradito e le fa un taglio sul volto da parte a parte lasciandola con questa domanda: “Chi dirà che sei bella adesso?”
Nel 1979 voci provenienti da varie città affermano di aver visto questa figura fermare bambini e ragazzi.😟

Bambola Okiku

Nel 1918 Ekichi,Suzuki molto affezionato alla sorellina di appena due anni, decise di portarle un regalo da Sapporo, dove si trovava in viaggio e le comprò una bella bambola vestita con il tradizionale kimono, con capelli e occhi di un intenso nero corvino.

La piccola Okiku immensamente felice del regalo ricevuto dal fratello, dette alla bambola il suo stesso nome. Iniziò a giocare con la bambola ogni giorno, senza separarsene mai.

Purtroppo, Okiku era cagionevole di salute e morì poco dopo, alla tenera età di tre anni, per un problema polmonare.
Venne suggerito di inserire la bambola nella tomba della piccola in modo che il distacco dalla vita terrena fosse più lieve. Ma nel trambusto dei preparativi del funerale fu dimenticata. Pentendosi dell’accaduto la famiglia della piccola mise la bambola sull’altare dedicato alla figlia. Ma dopo pochi giorni si accorsero che i capelli della bambola, una volta lunghi fino alle spalle, si stavano allungando giorno per giorno. Increduli decisero di fare un test, tagliarono i capelli di Okiku e li misurarono ogni volta, i capelli crebbero veramente. Questo segno per la famiglia della piccola significava che lo spirito inquieto di Okiku era entrato nel “corpo” della bambola.

Bambola OkikuNel 1938, la famiglia di Okiku si trasferì e decise di portare la bambola al tempio Mannenji, nella città di Iwamizawa, nella regione dell’Hokkaido.

Ancora oggi la bambola si trova nel tempio di Hokkaido e nonostante le vengano tagliati i capelli periodicamente attraverso una specifica cerimonia ogni mese il ventunesimo giorno, questi continuano a crescere fino a 25 cm di lunghezza, fino alle ginocchia.

La bambola di porcellana è alta 40 cm, ha occhi neri molto intensi e indossa un kimono bianco e rosso, i suoi capelli, prima lunghi fino al mento, adesso vengono tagliati alle ginocchia.

Sono stati effettuati molti test per cercare di capire questo mistero, ma non portarono ad una soluzione.

La leggenda ormai fa parte del panorama popolare, e si amplifica sempre la versione dei fatti facendo trapelare testimonianze e voci secondo le quali la bambola addirittura viene vista mentre gira gli occhi o la testa, parla, ride, e cammina proprio come una bambina vera.🤪

 

 

 

Satoru-kun

Satoru-kunSe c’è una domanda di cui vorreste la risposta, Satoru-kun vi può aiutare. Satoru-kun è uno spirito giapponese che appare nella forma di un giovane ragazzo. Lui sa tutto sul passato, presente e futuro, quindi può rispondere a qualsiasi domanda gli venga chiesta.😮
Per evocarlo bisogna seguire un semplice rituale, attenzione però, si va in contro ad un gioco molto pericoloso.
Per evocare Satoru-kun, l’interessato ha bisogno di un telefono cellulare, alcune monete e un telefono pubblico a gettoni.

Prima bisogna andare in un telefono pubblico, inserire i soldi e digitare il proprio numero. Dopodiché bisogna pronunciare la frase: “Satoru-kun, Satoru-kun, ti prego di venire qui, Satoru, Satoru ti prego fati vedere, Satoru, Satoru, rispondimi se ci sei.” e riagganciare il telefono spegnendo il proprio cellulare.
Se tutti i passi saranno eseguiti correttamente, si riceverà una telefonata di Satoru-kun entro 24 ore.

Alla prima telefonata, Satoru-kun vi comunicherà dove si trova…

…riaggancerà e dovrete andare nel luogo comunicato.
Alla seconda telefonata dirà che è sempre più vicino a voi.
Nell’ultima chiamata dirà: “Sono dietro di te adesso”.
Questo sarà il momento giusto per porre rapidamente la vostra domanda.

Non voltarsi per provare a guardarlo, non toccarlo e non chiamarlo se non si ha una domanda da fare.
Quando sarà dietro di voi, non bisogna perder tempo nel fare la domanda.
Se uno di questi punti dovesse esser trasgredito, Satoru-kun vi ucciderà e vi trascinerà all’inferno.

 

The Red Room

La Red Room è un pop-up che ti mette a conoscenza di un solo singolo fatto: la tua morte imminente. Tra le leggende giapponesi riportate questa è quella che coinvolge di più il pubblico di internet del giorno d’oggi.

Tutto è collegato a un video giapponese reperibile on line, che mostra due ragazzi intenti nella ricerca del famoso pop-up maledetto. I due ragazzi troveranno la Stanza Rossa: nel monitor del computer comparirà il pop-up rosso che ritrarrà una semplice frase accompagnata da una voce infantile che vi chiederà: “Ti piace___?” (Anata wa—suki desu ka?).😧

Red RoomOvviamente, il primo istinto è quello di chiudere immediatamente la finestra, ma più i ragazzi ci provano e più le parole nel riquadro rosso aumentano, fino a comporre la frase:

“Ti piace la stanza rossa?” (Anata wa akai heya ga suki desu ka?).

Lo schermo inizia a tingersi di rosso, mentre davanti agli occhi dei due ragazzi comincerà a scorrere una lista di nomi (tutti vittime della Red Room), insieme ai loro due alla fine della colonna.

La scena successiva del video è ambientata nella scuola dei due ragazzi, dove gli insegnanti stanno facendo un annuncio riguardante il suicidio dei due compagni, trovati morti e immersi nel loro stesso sangue.

Quando il video finisce, si dice che lo stesso pop-up compaia anche sul computer di chi lo ha visionato, condannando il curioso spettatore alla stessa terribile sorte dei due ragazzi protagonisti.

La maledizione nasce da un fatto realmente accaduto che ha per protagonista proprio l’infame video ancora liberalmente circolante in rete.

Il primo giugno 2004, una ragazzina di soli undici anni uccise una sua compagna di dodici in una classe vuota della loro scuola elementare Okubo, della città di Sasebo. Dopo averla uccisa, la bimba fece tranquillamente ritorno in classe e il corpo macellato della compagna venne trovato da un insegnante che chiamò immediatamente la polizia.

La ragazza assassina venne subito arrestata e spedita al riformatorio. Come si scoprì poi dall’analisi del suo computer, la bambina era una fan accanita del video della Red Room, e si dice che l’istinto assassino sia stato istigato proprio da quest’ultimo, rendendolo non solo poco adatto alle menti fragili e suggestionabili, ma anche famoso come uno dei link più maledetti del web.

Voi avreste il coraggio di dargli una sbirciata e, soprattutto, di arrivare fino in fondo, fino alla comparsa del pop-up?

 

 

Il Kiyotaki Tunnel

LEGGENDE GIAPPONESI Il Kiyotaki TunnelSecondo una tra le più famose leggende giapponesi il numero mal voluto è il 4, al punto che i vecchi ascensori non hanno il pulsante per il piano 4 e i palazzi identificano il quarto piano come quinto o 3-bis. Immaginate quindi passare in un tunnel lungo 444 m, in un luogo usato, con illuminazione scarsa e dove sono morte centinaia di persone…😧

Il Kiyotaki Tunnel è una galleria scavata nel 1927 nell’area di Kansai, non lontano da Osaka. Oggi è lungo poco più di 320 m, ma in origine era esattamente 444 m: una buona parte venne demolita per far posto ad alcuni palazzi e negli ultimi decenni subì diversi interventi di ammodernamento per invitare la gente ad usarlo come alternativa alle grandi arterie sempre affollate da auto e mezzi pesanti.

Nemmeno la pubblicità sui giornali e in TV negli anni ’90 ha riscosso l’adesione sperata e oggi la sinistra fama che circonda il tunnel tiene lontani gli abitanti di tutta la regione e viene utilizzato sono in caso di necessità.
Ma cosa rende questa galleria così spaventosa?

Tralasciando la superstizione del numero 4, ci sono stati effettivamente eventi tragici che ne hanno segnato la reputazione.

  • Sin dal periodo Namboku (1336-1392) la collina sotto cui è stato scavato il tunnel era un luogo di esecuzione dei prigionieri di guerra e successivamente divenne un cimitero a cielo aperto per le vittime senza nome o non reclamate dalle famiglie che si combattevano per il territorio.
  • Durante la costruzione del Kiyotaki Tunnel ci furono diverse morti per un crollo improvviso del soffitto e si dice
    che fino ad oggi siano morte nel tunnel più di 200 persone a causa di incidenti.
  • Oggi nella regione di Kansai i superstiziosi credono che le anime dei molti morti sulla collina e nel tunnel non riescano a trovare pace e che proprio in esso abbiano trovato rifugio.

Il Kiyotaki TunnelEssendo vittime di morte violenta tenderebbero a manifestarsi di notte ai guidatori per provocare incidenti nel tentativo di scongiurare il passaggio e riposare in pace.

Le testimonianze parlano non di uno, ma di molti spettri presenti nella galleria: uomini, donne, vecchi e giovani, alcuni visibili mentre si guida, altri solo di riflesso nello specchietto retrovisore.

 

  • Chi ha attraversato il tunnel in moto sembra riportare un fenomeno a parte, che non capita agli altri. In molti sostengono che una o due figure evanescenti attraversino il tunnel da parete a parete pochi metri dopo l’ingresso e che il motociclista di turno perda la nozione del tempo all’interno della galleria. Impiegando così diversi minuti a venirne fuori quando sarebbero necessari solo alcuni secondi.
  • C’è anche chi, curioso di verificare le dicerie, si introduce nel tunnel a piedi e afferma che se esso non viene attraversato da veicoli è possibile sentire voci flebili e persistenti al suo interno, come lamenti e pianti provenire dall’interno delle pareti.
  • Un aneddoto riguardo al tunnel riguarda il semaforo posto all’entrata (il tunnel è stretto e due auto non riuscirebbero a passare). Si dice che se è verde, è consigliabile fermarsi e aspettare perché diventerà rosso e poi nuovamente verde. In pratica sarebbe lo scherzo di qualche spirito che lo farebbe apparire verde solamente per invitare le auto ad entrare nella speranza di un incidente mortale.
  • Infine c’è la leggenda secondo cui se si osserva nello specchio all’ingresso del tunnel e si vede il volto di un uomo riflesso. In questo caso si andrà incontro ad una morte orribile nel giro di pochissimi giorni.

Al di là delle leggende giapponesi e delle superstizioni difficilmente riscontrabili, il tunnel di Kiyotaki è stato effettivamente al centro di un episodio macabro. Nel 1998 all’entrata venne trovato un cadavere quasi scheletrico di una ragazza con un cappio al collo. Quella notizia tornò ad alimentare la leggenda del “tunnel maledetto” e oggi la paura sembra avere la meglio sul buon senso.

 

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