Giapponesi: regole, relazioni e hikikomori

Giapponesi: regole, relazioni e hikikomori

Marzo 20, 2019 Off Di Cristina Muggetti

E’ risaputo di quanto i giapponesi siano un popolo molto rispettoso nei confronti delle altre persone, di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente che li circonda.
Avete mai visto un treno giapponese imbrattato di vernice? Io no!
E dei mozziconi per tera in mezzo alla strada? Non credo!
Avete mai sentito giapponesi parlare rumorosamente in luoghi pubblici? Assolutamente no!

Regole di sopravvivenza in Giappone

Per strada

giapponesi per strada

  1. Non inquinate! Portate la vostra spazzatura con voi finchè non trovate dei bidoni solitamente posti vicino ai conbini e ai distributori automatici.
  2. Se siete dei fumatori troverete degli appositi spazi riservati ai lati della strada o vicino alle stazioni in cui potrete fermarvi.🌫
    E’ maleducazione fumare camminando come anche mangiare perchè potreste sporcare o bruciare altri passanti visto che le strade sono molto affollate.
  3. Anche nei locali e nelle sale giochi sono previsti degli spazi riservati.

In treno

giapponesi in treno

  1. Prima di salire rispettate la regola del prima fai scendere e poi sali. Mettetevi in coda seguendo gli appositi segni sul pavimento.
  2. In treno evitate di fare schiamazzi, parlate a bassa voce e tenete il telefono silenzioso. Se potete evitate di rispondere alle chiamate è meglio ma se proprio non potete farne a meno cercate di andare in fondo al vagone e parlare sottovoce.
  3. Quando salite in metro mettete lo zaino o la borsa tra i piedi oppure negli appositi spazi sopra i sedili in modo da occupare solo uno spazio, in particolare nei momenti di maggiore affollamento.
  4. I giapponesi non si soffiano il naso in pubblico, ovviamente se uno straniero lo fa non verrà fustigato;) però se volete essere cittadini modello evitatelo.
  5. Se siete malati potete utilizzare le apposite mascherine per non infettare gli altri e tirare su col naso per tutto il giorno come fanno i giapponesi. La trovi QUI

Al ristorante

bimbi giapponesi itadakimasu

  1. A tavola è bene dire “Itadakimasu” prima di mangiare che non significa buon appetito ma “Ricevo umilmente questo cibo” è una specie di ringraziamento.
  2. Inoltre è buona educazione fare rumore quando si mangia, è sinonimo di apprezzamento (ad es. con il ramen). Trovi la ciotola QUI.
  3. Cercate di liberare alla svelta il posto nei locali soprattutto se si tratta di ristoranti economici.
  4. Evitate di infilzare le bacchette nel riso e di passarvi il cibo da bacchetta a bacchetta perchè sono gesti che si usa fare durante i funerali.

 

 

Altro

casa giapponese genkan

  1. Evitate di baciarvi in pubblico, al massimo un bacio sulla guancia niente di più.
  2. Se avete tatuaggi non mostrateli troppo perchè sono collegati al ricordo della Yakuza, in alcuni onsen sono addirittura vietati.
  3. Quando pagate cercate di mettere i soldi nel piattino non nelle mani del cassiere, inoltre lasciare mance è considerata maleducazione.
  4. Quando entrate in casa di qualcuno o se avete affittato un appartamento è obbligatorio togliersi le scarpe prima di entrare.

Cercate di seguire queste norme di buona educazione più che potete nel vostro prossimo viaggio!

 

 

Relazioni tra giapponesi

Irashai mase!!!!

Se sei stato/a in Giappone almeno una volta avrai sicuramente notato che al tuo ingresso in qualsiasi negozio, ristorante o supermercato i commessi o camerieri ti hanno dato il benvenuto in coro dicendo “Irashai mase”.
Durante il nostro scorso viaggio ci è capitato di entrare da Animate ad Akiba e i commessi (3 o 4) hanno fatto eco uno con l’altro dicendolo!

Bene! Questo, come altri comportamenti, fanno parte di un copione che, in questo caso, commessi e camerieri seguono meccanicamente con tutti i clienti.

salary man giapponesiMa non vale solo per la nicchia di cui sopra, i giapponesi si scelgono un ruolo nella società (ad es. uomo d’affari, studente modello, moglie e madre affettuosa ecc.) e lo interpretano come da copione di un set cinematografico!
Per ogni ruolo ci sono azioni prestabilite da seguire; questa situazione viene creata per semplificare i rapporti umani.
Ognuno interpreta la sua parte seguendo le regole imposte dalla società e dal proprio personaggio.

 

Di cosa parlano tra loro i giapponesi

Un altro aspetto interessante delle relazioni interpersonali sono gli argomenti di discussione.
Gli argomenti più discussi sono correlati al tempo, al lavoro o allo studio, a programmi televisivi, ai personaggi famosi.
Se due persone non si conoscono bene non andranno mai ad esprimere i loro pareri su argomenti più importanti, (ad es. politica, religione e problemi sociali) in primis per una questione di rispetto nel caso che l’altra persona la pensi diversamente e in secondo luogo per evitare di esporre idee non in linea con quelle delle persone influenti.
La conseguenza di questo approccio risulta essere che finché due persone non si frequentano da molto tempo non si conosceranno realmente i pensieri reciproci.

Ultimo punto da analizzare è che l’enorme mole di impegni (lavoro, studio, attività extra ecc.) che i giapponesi hanno ogni giorno incide sulle tempistiche degli appuntamenti.
Quindi sarà molto difficile incontrarsi spesso facendo così passare un maggiore lasso di tempo prima che due individui si conoscano.

Ecco spiegati i motivi per cui i giapponesi fanno particolarmente fatica a relazionarsi e sono considerati un popolo piuttosto chiuso.

 

 

Il fenomeno degli Hikikomori giapponesi

Hikikomori, letteralmente isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi” è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento.

Tali scelte sono causate da fattori personali e sociali di varia natura. Tra questi la particolarità del contesto familiare in Giappone, caratterizzato dalla mancanza di una figura paterna e da un’eccessiva protettività materna, e la grande pressione della società giapponese verso autorealizzazione e successo personale, cui l’individuo viene sottoposto fin dall’adolescenza. Il termine hikikomori si riferisce sia al fenomeno sociale in generale, sia a coloro che appartengono a questo gruppo sociale.

 

Chi sono e cosa fanno

hikikomoriSolitamente gli hikikomori sono individui maschi di età compresa tra i 19 e i 50 anni.
Questi smettono di usicre dalla propria stanza ed avere contatti col mondo esterno invertendo, spesso, le ore di sonno e veglia.🕡

Si potrebbe pensare che queste persone abbiano vita sociale online ma solo il 10% di loro utilizza il computer, la maggior parte trascorre il tempo leggendo libri, manga, girovagando per la propria stanza o semplicemente oziando.

Solitamente lo hikikomori lascia di rado la sua stanza, non esce nemmeno per lavarsi e se possibile chiede di farsi lasciare i pasti fuori dalla porta.
Alcuni Hikikomori sono capaci di uscire dalla propria stanza una volta al giorno o alla settimana per recarsi a conbini (aperti 24/7) a procurarsi cibi già pronti, bento e quello che serve loro per sopravvivere all’interno della propria stanza.

Solitamente gli individui provengono da famiglie di ceto medio alto ed iniziano la reclusione durante l’età scolastica.Questo è reso possibile anche dal fatto che le scuole non cercano in alcun modo di convincere i ragazzi a tornare a seguire le lezioni.

 

Il perchè dell’isolamento

hikikomori realeIl ritiro dalla società avviene gradualmente: i ragazzi, in alcuni casi, non riescono a immaginare sé stessi adulti o hanno l’impressione di non stare crescendo, possono apparire infelici, perdere le amicizie, la sicurezza e la fiducia in sé stessi, con un aumento dell’aggressività spesso verso i genitori (circa il 40-50% degli hikikomori tratta i propri genitori con violenza). Sovente, non è possibile attribuire l’insorgenza di hikikomori a un trauma specifico: semplicemente, alcuni giovani giapponesi perdono l’energia che ci si aspetta abbiano i ragazzi appartenenti alla loro fascia d’età
La percentuale di suicidi tra gli hikikomori rimane comunque bassa, in quanto, nonostante il desiderio di porre fine alla loro esistenza sia alto, subentra nei soggetti una forma di autocompiacimento e narcisismo che salva loro la vita.

Questo fenomeno nato in Giappone a metà degli anni ’80 nel 2000 ha raggiunto anche America ed Europa.
Il percorso terapeutico, che può durare da pochi mesi a diversi anni, consiste nel trattare la condizione come un disturbo mentale (con sedute di psicoterapia e assunzione di psicofarmaci) oppure come problema di socializzazione, stabilendo un contatto con i soggetti colpiti e cercando di migliorarne la capacità di interagire.

 

 

 

Potrebbe interessarti anche…

Leggende Giapponesi che ti faranno rabbrividire

In Giappone tra educazione, cibo e tecnologia

Cibo giapponese per una dispensa italiana

Fiori giapponesi – Non solo ciliegio