Udon, gli spaghettoni giapponesi. Storia e Varietà.

Udon, gli spaghettoni giapponesi. Storia e Varietà.

Aprile 16, 2021 Off Di Cristina Muggetti

La preparazione dell’impasto degli Udon prevede l’utilizzo di farina di grano tenero, acqua e sale. Preparare l’impasto degli Udon richiede uno sforzo fisico tale che a volte diventa necessario l’utilizzo dei piedi.

Si presentano come degli spaghettoni di forma quadrata o tonda di consistenza morbida ed elastica.

Tradizionalmente gli Udon vengono principalmente cucinati in brodo. Per la preparazione si utilizzano vari tipi di brodo e contorni aggiuntivi. Si possono servire sia caldi che freddi.

Oggi esistono varianti che prevedono la cottura alla piastra ed in questo caso prendono il nome di Yaki Udon.

Gli Udon sono uno dei tipi di pasta più apprezzata dai giapponesi soprattutto perché sono economici, sostanziosi e facilmente reperibili nei numerosi Udon shop presenti un po’ ovunque.

Udon

Un po’ di storia

Non esiste una data condivisa dell’introduzione degli Udon in Giappone, ma molte date diverse. Tuttavia il maggior consumo di questa pietanza si registra nel periodo Edo (1603-1868)

La storia degli Udon inizia in Cina. Una spedizione diplomatica con l’obiettivo di apprendere i segreti dell’impero cinese porto in Giappone la ricetta degli Udon. Più precisamente questi noodles arrivarono a Nagasaki dove, ancora oggi, si utilizza una particolare tecnica di taglio dell’impasto.

Inizialmente e per un lungo periodo gli Udon rimasero un cibo riservato alla nobiltà e ai monaci buddisti. Questo perché la coltivazione del grano non era molto diffusa e pochi utilizzavano la macina di pietra, strumento utilizzato per ottenere il matcha, per preparare questi noodles.

Durante l’epoca Sengoku (XVI secolo) lo sviluppo della tecnologia modificò la situazione iniziale. Le continue guerre tra samurai che avvenivano in quel periodo favorirono l’apprendimento della lavorazione della pietra. Infatti un gran numero di persone iniziò a lavorare alla fortificazione delle mura delle città. In questo modo si cominciarono a costruire macine utilizzate per ottenere la farina. I cittadini si accorsero che il grano era molto più facile da coltivare e che era più resistente al clima avverso. Inoltre essendo costretti a versare ingenti tasse in riso ai loro signori questa scoperta era loro di grande aiuto per la sopravvivenza.

La successiva prosperità del periodo Edo portò alla diffusione degli Udon tra il popolo facendolo diventare un piatto alla portata di tutti.

 

Varietà di Preparazione degli Udon

Yaki Udon

Udon caldi

  • Kake,  con pesce o salsa di soia. Viene servita con molti contorni. Questa è la ricetta degli Udon più semplice. Gli spaghetti vengono immersi in un brodo a base di dashi, mirin e salsa di soia e poi completati con erba cipollina, scalogno o cipollotto tritati. E’ la preparazione di base per tutti gli Udon in brodo.
  • Kitsune, ricetta originaria del Kansai, con aggiunta di aburaage (tofu fritto ripiegato). Il nome proviene dalla credenza per cui l’aburaage sia il cibo preferito delle kitsune (volpi) e di Inari (divinità giapponese del riso, della fertilità, dell’agricoltura e delle volpi).
  • Tempura, con aggiunta di Tempura di gamberi o verdure.
  • Tanuki(così chiamato nella regione del Kanto) o haikara (nel Kansai), Udon con aggiunta di tenkasu (pastella del Tempura fritta da sola a fiocchetti).
  • Tsukimi, con aggiunta di un uovo crudo che viene poi cotto dal calore del brodo.
  • Wakame, con wakame in aggiunta.
  • Stamina (sutamina),  cotto con vari ingredienti, inclusi carne, uova crude e verdure. 
  • Yaki, saltati alla piastra con aggiunta di pesce/carne e verdure

Udon freddi

  • Zaru, sono spaghetti serviti freddi da immergere prima di mangiarli in una tipica  salsa giapponese, lo tsuyu, con aggiunta di Daikon (varietà del ravanello) tritato o altri ingredienti.

 

 

 

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