Viaggio in Giappone, un sogno? No, la realtà!

Viaggio in Giappone, un sogno? No, la realtà!

Febbraio 3, 2019 Off Di Cristina Muggetti

Il mio primo viaggio in Giappone ha rappresentato una svolta per la mia vita. Fin da quando avevo 10 anni ho iniziato ad appassionarmi alla cultura giapponese. Inizialmente per quanto riguarda anime e manga, successivamente, con l’arrivo di internet, ho potuto approfondire ogni aspetto dello stile di vita giapponese.

Nel 2000 disponevo solo di un modem 56k per potermi collegare col mondo nipponico. Inoltre abitando a Domodossola, una cittadina al confine con la Svizzera, avevo molta difficoltà a trovare altri ragazzi che fossero interessati a condividere con me la passione per gli anime, la cultura e lo stile di vita giapponese. Raggiunti i 15 anni venivo spesso presa in giro per le mie passioni non troppo comuni e la mia timidezza non mi permetteva di reagire. Gli altri miei coetanei si dedicavano principalmente allo sport e ad uscire con gli amici.

La mia prima fiera del fumetto

Quando finalmente misi piede alla mia prima fiera del fumetto era ormai il 2008. Quel giorno si teneva il Mantova Comics, una fiera del fumetto piuttosto modesta se paragonata a quelle attuali. Ricordo che l’ingresso era addirittura gratuito, ora cose come questa le sogniamo di notte. Entrata in fiera capii di aver trovato altre persone appassionate di Giappone quanto me.

C’erano stand che vendevano manga, action figure, gadget e di tutto inerente a manga, anime e videogiochi. Una fiera piccola mi sembrava un enorme paradiso riempito delle cose che cercavo da moltissimi anni nella mia città e tutte a portata di mano. La compravendita online non era ancora diffusa come al giorno d’oggi; adesso Amazon ci permette di ricevere ordini in 24 ore in quegli anni ci potevano volere giorni, settimane e se il pacco proveniva dall’estero anche un mese o più.

Questo avvenimento è quello che ha fatto scattare in me la scintilla otaku. Iniziai a partecipare a più fiere possibile ed a farmi amici che avevano la mia stessa passione. Sviluppando anche l’hobby del cosplay. Il nostro sogno comune era quello di partire per un viaggio in Giappone un giorno. Molti pochi amici che avevo a quei tempi sono riusciti a perseguire questo obiettivo. La maggior parte lo vedeva come un miraggio, una possibilità irrealizzabile. Io però non mi sono data per vinta e ho deciso che prima o poi avrei messo piede nel mio paese del cuore.

In Partenza

Viaggio in Giappone Vista dall'aereoQualche anno dopo, nel 2014 iniziai a seguire online persone che avevano intrapreso questa avventura. In questo modo realizzai che un viaggio in Giappone non era un sogno irrealizzabile come la maggior parte dei miei conoscenti voleva farmi credere. Dopo aver visto una montagna di video di persone che viaggiavano in Giappone o che ci vivevano presi la mia decisione verso la fine del 2014: nel 2015 sarei partita per il mio primo viaggio in Giappone.

Non conoscevo nessuno che potesse partire con me così decisi di partire con un tour organizzato. Devo essere sincera, avevo un po’ di paura. Anzi ne avevo molta. Non ero mai partita da sola con sconosciuti per un viaggio così lungo, ma rivedendo i fatti oggi devo dire che questo è stato l’azzardo migliore della mia vita. Qualche volta la vita ci mette di fronte a degli ostacoli, affrontarli o girargli attorno segna il nostro destino per sempre. In questo caso sono orgogliosa e felice di aver superato il mio ostacolo.

Sono partita da Domodossola il 10 aprile 2015 insieme ad altri due ragazzi che non conoscevo ancora per il mio primo viaggio in Giappone. Arrivati all’aeroporto di Milano Malpensa abbiamo conosciuto un’altra ragazza del gruppo e siamo partiti sul nostro bell’aereo Emirates per Dubai. Arrivati negli Emirati ci siamo ricongiunti col resto del gruppo che proveniva da Roma. Ho conosciuto persone veramente spettacolari, ognuna aveva qualcosa di unico e ha lasciato un segno indelebile nei ricordi di quel viaggio. Con alcuni di loro sono rimasta in contatto e ci scambiamo ancora informazioni utili a riguardo del paese per cui condividiamo la passione, il Giappone.

Osaka e Kyoto

Viaggio in Giappone DotonboriIl programma prevedeva l’atterraggio ad Osaka e il trasferimento nel nostro hotel situato a pochi metri dalla via commerciale di Dotonbori. Arrivati che era già sera, io ed alcuni compagni di viaggio abbiamo deciso di andare a mangiare del riso con carne a pochi passi dall’hotel. All’ingresso rimasi stupita dalle dimensioni ridotte del locale e dal fatto che disponesse di una piccola libreria di manga da cui chiunque poteva usufruire e leggere in attesa o durante il pasto. La stessa sera decidemmo di recarci al Convenience Store (conbini) più vicino. I conbini sono minimarket che vendono un po’ di tutto e sono aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La prima sera acquistai un trasformatore di corrente, un dorayaki, un onigiri e un caffè latte in bottiglia.

 

Il giorno successivo la sveglia ha suonato presto, il ritrovo era nella hall dell’hotel alle 8:00. Quel giorno avremmo preso il treno per Kyoto. I quattro giorni seguenti li avremmo passati a visitare Kyoto ed Osaka passando dal Kinkakuji (il tempio d’oro) al Ryoanji col suo spettacolare giardino zen. Per arrivare poi ad ammirare le Geishe di Gion e lo splendido tempio Kiyomizudera dove abbiamo potuto acquistare molti souvenir locali. Viaggio in Giappone OkonomiyakiCi siamo divertiti a sfamare i cerbiatti di Nara e ad ammirare la famosa statua del Buddha gigante del tempio Todaiji. Il tempio che mi ha affascianta di più è sicuramente il Fushimi Inari con i suoi innumerevoli gradini in salita nel mezzo della natura. In una passeggiata sotto la supervizione dei kami (gli dei) giapponesi.

Infine abbiamo gustato un sacco di prelibatezze locali come gli okonomiyaki di Osaka, i più buoni li ho mangiati a Dotonbori, e i takoyaki, polpettine con ripieno di polpo e salsa otafuku. Acquistato un bento (pranzo al sacco giapponese) siamo poi partiti velocissimi sullo Shinkansen, il treno ad alta velcoità giapponese, che ci ha condotti nella capitale: Tokyo.

 

Tokyo

Devo dire la verità, per quanto Kyoto ed Osaka mi siano piaciute la parte del viaggio in Giappone che attendevo con più trepidazione era l’arrivo a Tokyo. Da buona otkau non vedevo l’ora di fare visita ad Akihabara il quartiere dei manga, anime ed elettronica per eccellenza. Prima di arrivare alla mia ambita meta però c’erano altre tappe nel programma.

Shinjuku

Inizialmente abbiamo visitato Shinjuku, che è uno dei più affollati quartieri di Tokyo. Sulle tre linee della metro, due linee private, e della JR transitano circa 3,6 milioni di persone al giorno. Troviamo anche moltissimi centri commerciali, cinema, hotel, bar e qualsiasi tipo di servizio. Vi lascio immaginare il fiume di gente che ci ha accolto alla stazione. La cosa incredibile dei giapponesi è che anche se sono tantissimi riescono a mantenere l’ordine. L’aspetto che mi ha lasciata subito a bocca aperta, forse perchè era il mio primo viaggio in Giappone, è che durante l’attesa dell’arrivo della metro i giapponesi si siano messi in fila seguendo due apposite linee che corrispondevano esattamente ai lati delle porte di ogni vagone. Una volta arrivato il treno la regola vuole che prima di salire si faccia scendere chi è sul treno in modo da non creare confusione.

Il ramen

Viaggio in Giappone Ramen di IchiranA Shinjuku ho potuto assaggiare per la prima volta il mio piatto giapponese preferito: il ramen. Io ed un mio compagno di viaggio abbiamo fatto un’ora di coda da Ichiran per poterlo gustare. E’ stato amore a primo assaggio. Ichiran è una catena di ristoranti specializzati in ramen che stanno aperti 24 ore su 24 e in cui si viene accolti e serviti in modo un po’ particolare. Inizialmente dovremo selezionare il tipo di ramen da una macchinetta automatica e pagare. Ci verrà poi consegnato un foglio in cui indicare il grado di piccantezza, lo spessore del brodo e della pasta e l’omissione di alcuni ingredienti. Ci si siede in cubicoli ognuno separato dall’altro e con posta di fronte una tendina che si collega direttamente con la cucina. Se avete ordinato un’aggiunta c’è un oggetto metallico da appoggiare in uno spazio apposito per richiederla al momento che preferite. Che metodo ingegnoso.

 

Shibuya

Dopo la visita a Shinjuku è stata la volta di Shibuya, non meno caotica di Shinjuku soprattutto se ci andate nel weekend, giorni in cui si danno appuntamento i giovani giapponesi proprio davanti alla famosa statua del cane Hachiko. Vicino a Shibuya troviamo Harajuku con Takeshita Dori ed Omotesando due vie commerciali. La prima presenta negozi che seguono le mode giovanili più bizzarre la seconda è un grande viale alberato in cui si possono trovare negozi delle grandi marche.

In cima ad Omotesando troviamo il parco Yoyogi dove si danno appuntamento i cosplayer e persone che fanno esibizioni musicali, artistiche ecc. Qui ho mangiato il mio primo nikuman, un panino al vapore ripieno di carne. Shibuya è il quartiere dei giovani e abbonda di negozi di abbigliamento e oggettistica di ogni tipo. Davanti alla stazione di Shibuya ho potuto notare la presenza della più grande area fumatori che ho visto nel mio primo viaggio in Giappone, anche questa sinonimo di educazione e rispetto.

Dopo una visita a Roppongi, il quartiere della vita notturna e Ginza il quartiere della moda e del lusso riesco finalmente a mettere piede ad Akihabara.

 

Akihabara

Viaggio in Giappone AkihabaraArriviamo alla parte che preferisco del mio viaggio in Giappone. Arrivata in questo quartiere l’emozione sale a mille, lo stomaco si chiude e la felicità è alle stelle. Mi sentivo come Lucignolo nel paese dei balocchi. Uscita dalla metro ho trovato ad attendermi grattacieli altissimi con insegne dai colori più vivaci, sigle di anime in loop continuo provenivano da un negozio di gadget alla mia destra mentre davanti a me si ergeva una sala giochi composta da 6 piani. Avvicinandomi alla via principale potevo sentire il profumo dolce di tayaki di un negozietto vicino, di spiedini di carne alla griglia e di takoyaki. Ragazze vestite come cameriere degli anime (maid) si avvicinavano per lasciare un volantino del locale in cui lavoravano e tutto intorno si udiva il vociare dei negozianti che invitavano ad entrare a dare un’occhiata ai loro prodotti.

Ad Akiba ho passato il tempo camminando nelle vie e salendo e scendendo le scale di ogni possibile negozio. Ce ne sono per tutti i gusti. Action figure, gundam, manga, anime, videogiochi, maid cafè, cat cafè per non parlare delle enormi sala giochi in cui ogni piano rappresenta un genere di videogiochi. Inutile dire che ci ho lasciato uno stipendio. XD

Dopo una prima visita ce n’è stata una seconda ed un’ultima prima di ritornare a casa e devo confessare che durante questa terza giornata prima di prendere la metro che mi avrebbe riportato in hotel mi è scesa una lacrimuccia.

 

 

Si Riparte

Dopo il primo viaggio in Giappone sono rimasta talmente appagata che ho deciso che questo paese avrebbe per sempre segnato la mia esistenza; per questo sono qui a scrivere. Il Giappone mi ha trasmesso un senso di pace interiore, di sicurezza, di ordine e di definizione per ogni aspetto della vita. I giapponesi sono persone educate e cordiali.

Per farvi un esempio un giorno non sapevo quale treno dovevo prendere per raggiungere Nakano (un altro punto focale per lo shopping otaku). Mi si avvicina un giapponese che mi chiede quale sia il problema, così gli chiedo indicazioni e invece di limitarsi a questo mi accompagna direttamente al binario dove avrei dovuto prendere il treno per Nakano. Ovunque tu sia: Arigato Gozaimasu! Senza di te sarei ancora li dispersa!  Inoltre la certezza che anche in caso di smarrimento di oggetti di valore questi verranno sicuramente restituiti, in qualche modo, al legittimo proprietario, lascia speranza per credere ancora nella bontà umana.

Sono molto felice di aver superato i miei limiti il giorno del mio primo viaggio in Giappone. Altrimenti non starei vivendo le emozioni che provo ora ogni volta che torno in questo meraviglioso paese.

Dopo aver viaggiato di nuovo in Giappone gli anni successivi sono di ritorno nella patria nipponica tra una settimana. Il 12 febbraio 2019 partirò per un nuovo viaggio in Giappone in compagnia del mio ragazzo, Carlo. Questa volta sono certa che sarà l’esperienza più spettacolare che abbia mai vissuto.

 

 

 

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